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martedì 12 giugno 2012

L’Arco sonoro, Articulation et ornementation: les différentes pratiques d’exécution pour violon en Italie au XVIIe siècle





Domenica 10 giugno, la Commissione musicale dell'A.D.A.F.A. ha promosso la presentazione del volume L’Arco sonoro, Articulation et ornementation: les différentes pratiques d’exécution pour violon en Italie au XVIIe siècle (LIM, Lucca 2011), monumentale opera – frutto delle pluriennali ricerche condotte con acribia filologica presso archivi e biblioteche italiane – della nota violinista e musicologa svizzera Constance Frei.
Attraverso quattro iperarticolati capitoli: La stampa musicale in Italia nel XVII secolo, L'articolazione, L'ornamentazione, Altre pratiche di esecuzione, sovente corredati da pratici e funzionali résumés (sunti). Cui vanno a sommarsi una chiarificatrice introduzione – L'arco sonoro articolazione e ornamentazione: le diverse pratiche esecutive per violino nell'Italia del XVII secolo – e un nutrito apparato critico; Constance Frei consegna agli strumentisti e ai musicologi uno studio sistematico – scaturito dall’analisi accurata di oltre 250 fonti seicentesche, la maggior parte delle quali sono conservate presso la biblioteca del Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna – sull’organologia e sulla prassi esecutiva violinistica del XVII secolo, un'accurata, organica ed esaustiva monografia, senza precedenti.
Grazie al nobile e naturale eloquio della studiosa svizzera l'argomento – senz'ombra di dubbio di dotta erudizione – è scorso con la simplicitas propria delle grandi menti, di coloro, cioè, che rendono accessibile anche ai più “distanti” la materia, non solo studiata, ma vissuta corpus et anima. Questo encomiabile lavoro è stato completato da un ampio filmato – di circa tre ore – con la partecipazione del violinista Stefano Montanari e di Luigi Rovighi «padre degli studi sul violino barocco in Italia», che sarà presto disponibile in DVD; del quale il cospicuo pubblico in sala ha potuto gustare degli inediti e “appetitosi” abstracts.



mercoledì 23 maggio 2012

Lezione-concerto di Mario Stefano Tonda su Giacinto & Vincenzo Calderara e la musica tastieristica Sabauda del XVIII secolo





Domenica 20 maggio, la Commissione musicale dell'A.D.A.F.A. ha promosso una Lezione-concerto di Mario Stefano Tonda su Giacinto & Vincenzo Calderara e la musica tastieristica Sabauda del XVIII secolo, ultima fatica discografica (edita dall’etichetta bolognese TACTUS e premiata da ampi riconoscimenti dalla critica musicale) del musicista e musicologo torinese, sostenuta da un meticoloso lavoro filologico compiuto sulle fonti musicali. 
Grazie a puntuali spiegazioni suffragate da dati storici ed esempi pratici al pianoforte il professor Tonda, coordinato dal dottor Michele Bosio (presidente della Commissione musicale), ha posto l’accento su un repertorio per tastiera dall’idioma italico – per la precisione sabaudo – di notevole pregio, quasi “insospettabile” che nulla ha da invidiare all’Empfindsamkeit di ben altra origine e associazione semantica. 
Il giovane fortepianista ha illuminato con estrema eleganza l’estro creativo di alcuni compositori, suoi conterranei, vissuti in pieno Settecento, operanti con riconosciuta fama e oggi totalmente obliati. Una volta riportate alla luce le due Sonate in tre tempi di Giacinto e Vincenzo Calderara (rispettivamente padre e figlio) – il linguaggio delle quali incamera elementi viennesi, reminiscenze venete, nonché spunti ascrivibili alla scuola napoletana – il vetusto segno musicale è stato vivificato in suono dalla moderna galanterie di Mario Tonda. 
Il cospicuo pubblico in sala ha tributato numerosi applausi e apprezzamenti all’artista piemontese che si è formato con artisti del calibro di Ottavio Dantone, Emilia Fadini, Giorgio Tabacco, Kenneth Gilbert, Pierre Hantai, Jos van Immerseel, Alexei Lubimov, Andreas Steier, Barth van Oort e Malcolm Bilson. 




lunedì 23 aprile 2012

Evelino Abeni su Mario Basiola (Annicco, 12 luglio 1892-Annicco, 3 gennaio 1965)




Domenica 15 aprile si è tenuto il secondo appuntamento organizzato dalla Commissione Musicale dell'A.D.A.F.A. Alla presenza di un cospicuo e attento pubblico, Evelino Abeni ha proposto un approfondimento sul baritono cremonese Mario Basiola (Annicco, 12 luglio 1892-Annicco, 3 gennaio 1965), di cui quest'anno ricorrono i 120 della nascita. 

Dopo aver studiato al Conservatorio “Santa Cecilia” a Roma con Antonio Cotogni, Basiola debuttò nel 1918 al Teatro “Morgana” della stessa città in Traviata. Nel 1923 iniziò un'intensa attività nei principali teatri degli Stati Uniti, fino al debutto nel 1925 al Metropolitan Opera, dove si esibì fino al 1932 soprattutto nel repertorio verdiano (Ernani, Rigoletto, Aida, Trovatore, La forza del destino, Falstaff), oltre che nel Barbiere di Siviglia, Lucia di Lammermoor, Tosca, Cavalleria rusticana, Pagliacci. Rientrato in Europa, continuò la carriera nei principali teatri italiani: Teatro dell'Opera di Roma, San Carlo di Napoli, Maggio Musicale Fiorentino, Bologna etc., partecipando anche alla riproposizione di opere quasi dimenticate, come Il pirata e La straniera di Bellini, Il figliuol prodigo di Ponchielli (eseguito a Cremona, città natale del compositore, nel 1934). Nel 1939 apparve alla Royal Opera House di Londra in Trovatore e Traviata.

Durante la coinvolgente relazione tenuta con palpabile partecipazione da Abeni, si sono potute ascoltare rare registrazioni storiche tratte dal repertorio prediletto dal Nostro, tra cui hanno spiccato celeberrime arie tratte da Barbiere di Siviglia, Traviata e Pagliacci.



Mario Basiola e Beniamino Gigli
in Rigoletto (registrazione del 1932)